Oggi, la maggior parte delle associazioni per la ricerca medica finanziano esperimenti in cui si usano animali.

Questi esperimenti conducono spesso ad un vicolo cieco e ostacolano il progresso della medicina. Infatti, un procedimento che induce artificialmente una patologia su animali sani, per poi tentare di estrapolare i risultati ottenuti agli esseri umani, è necessariamente votato all'insuccesso. Questo perché le reazioni fisiologiche variano enormemente tra le specie e le patologie indotte differiscono notevolmente con quelle che si riscontrano naturalmente nell'uomo.

Per rendersi conto della contraddizione insita nella pratica della sperimentazione animale, basti pensare, ad esempio, che, mentre i tossicologi continuano a sostenere che roditori e uomini sono così simili da permettere l'utilizzo di questi animali per provare le sostanze chimiche che verranno a contatto con l'uomo, i produttori di rodenticidi assicurano che i roditori sono così diversi dall'uomo (e dai suoi animali d'affezione) da offrire la possibilità di preparare veleni altamente specifici, efficaci solo per quegli animali.

Eppure, più di un milione di animali continuano a morire ogni anno nei laboratori in Italia. La maggior parte di loro sono allevati appositamente per la sperimentazione e conoscono una vita fatta solo di prigionia e sofferenza. Altri, per esempio alcune specie di scimmie, sono catturati in natura e importati. Molti di questi muoiono durante il trasporto. I test condotti su animali comportano sempre e comunque sofferenza: l'animale è tenuto prigioniero in un ambiente innaturale, viene sottoposto a trattamenti invasivi, prova dolore, spesso intenso, nella maggior parte dei casi non viene anestetizzato, e alla fine viene ucciso (dopo giorni, mesi, o anni di questa "vita").

I metodi scientifici più moderni ed aggiornati, che si focalizzano sui dati riguardanti la nostra specie (studi clinici, epidemiologici, studi su tessuti umani, le moderne tecniche non invasive di analisi), sono sicuramente da preferire alle risposte inaffidabili ottenute dai test su animali: in primo luogo per il progresso della medicina, in secondo luogo per gli animali, a cui verranno risparmiate atroci sofferenze.


(Immagini: 1. © NAVS, 2. © IAPPEA, 3. © The Lord Dowding Fund for Humane Research, 5. © PETA )

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